Cucine di Confine, a Sassari il cibo diventa spazio di incontro e inclusione

Il confine non è solo una linea che separa. Può diventare una soglia, un luogo attraversabile in cui le storie si incontrano e il “mio” si trasforma in “nostro”. È attorno a questa idea che nasce “Cucine di Confine”, l’incontro in programma giovedì 29 gennaio 2026, dalle 10.30 alle 13.00, al Teatro Civico di Sassari, in corso Vittorio Emanuele II.

L’evento, promosso dal Comune di Sassari – Settore Diritti sociali, Inclusione e pari opportunità, rappresenta il momento conclusivo delle azioni di inclusione sociale del progetto LGNET 3, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027. Un’occasione pubblica pensata non come celebrazione, ma come spazio di confronto sul valore dell’incontro e sulla possibilità di costruire comunità a partire da gesti quotidiani.

Al centro della mattinata c’è il cibo, inteso non come semplice consumo ma come linguaggio universale. Le ricette, viaggiatrici silenziose da secoli, raccontano migrazioni, scambi e contaminazioni che hanno dato forma alle tradizioni culinarie di ogni territorio. Il palco del Teatro Civico si trasformerà così in un luogo di dialogo sul ruolo della gastronomia come strumento di dignità, capace di unire storie personali e memoria collettiva, riducendo le distanze tra chi arriva e chi accoglie.

A moderare l’incontro sarà l’assessora ai Diritti sociali, Inclusione e pari opportunità Laura Careddu, che guiderà il confronto tra voci diverse per esperienza e sguardo. Giovanni Fancello, chef gastronomico, giornalista e scrittore, accompagnerà il pubblico in un percorso nella memoria della cucina, mettendo in luce come ogni piatto tradizionale sia il risultato di incontri e attraversamenti. Luca Frau, executive chef di MESA e ORO, offrirà il punto di vista dell’alta cucina contemporanea, dove tecnica e apertura al mondo convivono nella valorizzazione delle differenze. Antonello Spanu, direttore della Caritas diocesana di Sassari, porterà invece una riflessione sul cibo come primo gesto di cura e di riconoscimento dell’altro, spesso punto di partenza dei percorsi di integrazione.

Dalle parole si passerà poi all’esperienza diretta. La mattinata si concluderà con una degustazione interculturale aperta alla cittadinanza, realizzata dai partecipanti al Laboratorio di Ristorazione del progetto LGNET 3. Uomini e donne provenienti da Paesi diversi, oggi parte della comunità sassarese, proporranno piatti che raccontano le loro terre d’origine. Non un semplice momento conviviale, ma un gesto di restituzione e condivisione, in cui ogni assaggio diventa racconto di migrazione, speranza e nuovi inizi.

L’Amministrazione comunale invita cittadine e cittadini, associazioni e stampa a partecipare. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, previa prenotazione tramite QR code. In una città che cambia, “Cucine di Confine” prova a ricordare che l’inclusione può partire anche da una tavola condivisa.

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