Si è svolta ieri, mercoledì 24 febbraio, al Centro POLISS di Sassari, la conferenza stampa di presentazione di “WIP – Work in POLISS”, progetto di rigenerazione urbana e sociale che punta a restituire centralità agli spazi del Centro nel quartiere di Monte Rosello. Un percorso che mette al centro la partecipazione e che intende trasformare il POLISS in un luogo condiviso, aperto e costruito insieme alla comunità.

L’iniziativa è promossa da Officine Condivise, associazione di promozione sociale nata nel 2020, con il sostegno della Fondazione Baggi Sisini e della Fondazione con il Sud. Il progetto vede il coinvolgimento del Comune di Sassari, dell’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, dell’Associazione Culturale Orizzontale, di Le Ragazze Terribili Società Cooperativa, dell’Emporio della Solidarietà Braccia Tese APS e di 4 esse S.r.l..
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Giuseppe Mascia, l’assessora alle Politiche, servizi di Coesione sociale e pari opportunità Lalla Careddu, la project manager di Officine Condivise Paola Salvadori e l’architetta Nasrin Mohiti Asli, fondatrice di Orizzontale.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato un percorso che prenderà forma attraverso attività laboratoriali, momenti di formazione e processi partecipativi. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello di spazio condiviso che non sia soltanto riqualificato dal punto di vista fisico, ma ripensato nelle sue funzioni e nella sua gestione.
Nel suo intervento, il sindaco Giuseppe Mascia ha richiamato il valore della partecipazione nei processi di rigenerazione urbana, sottolineando come la trasformazione dei luoghi non possa essere un’operazione calata dall’alto. Ha evidenziato la necessità di coinvolgere chi vive quotidianamente il quartiere, persone che ne conoscono criticità e potenzialità, e ha indicato il progetto come un’occasione per sperimentare nuovi strumenti di coinvolgimento civico, a partire dal recupero del senso di comunità.
Sulla stessa linea l’assessora Lalla Careddu, che ha rimarcato l’importanza di restituire il Centro POLISS alla città, mettendone le potenzialità a disposizione dell’intera collettività. L’idea è che siano proprio i residenti e i frequentatori abituali della zona a contribuire a ripensare lo spazio, in connessione con il contesto urbano e in coerenza con i bisogni espressi dal quartiere.
Paola Salvadori ha posto l’accento sulla dimensione laboratoriale del progetto e su un approccio che ribalta la prospettiva tradizionale: non uno spazio che attende di essere riempito, ma attività e percorsi che danno forma allo spazio stesso. L’immagine proposta è quella di un luogo dove si impara facendo, attraverso cantieri di autocostruzione e momenti formativi. In questo quadro si inserisce anche la definizione di un modello di gestione ibrido, tra pubblico e privato, e l’istituzione del Tavolo Ri.So., pensato come spazio stabile di confronto per garantire visione e continuità al futuro del POLISS.
A chiudere gli interventi è stata Nasrin Mohiti Asli, che ha richiamato il ruolo sociale dell’architettura. Non si tratta, ha spiegato, di intervenire soltanto sulla dimensione fisica, ma di costruire un luogo accessibile, capace di accogliere usi diversi e di adattarsi nel tempo. In questa prospettiva, l’architettura diventa strumento per creare spazi che la comunità possa riconoscere come propri e vivere nella quotidianità.
“WIP – Work in POLISS” si presenta così come un processo più che come un semplice progetto di riqualificazione: un percorso che mette al centro le relazioni, le competenze e le energie del quartiere di Monte Rosello, con l’intento di trasformare il Centro POLISS in un presidio stabile di comunità.