Emozioni, riflessioni e messaggi profondi hanno accompagnato la cerimonia di premiazione del concorso “Rispetti.amoci”, che si è svolta oggi nella Sala dell’Affresco dell’ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena. L’iniziativa, arrivata alla quinta edizione, ha coinvolto gli studenti delle scuole cittadine, chiamati a confrontarsi con il tema del rispetto, della parità di genere e della prevenzione della violenza.

Alla manifestazione hanno preso parte la presidente della Commissione Pari Opportunità Elisa Usalla e la presidente della Commissione Istruzione Ketty Giua, che hanno curato l’organizzazione insieme all’assessora alla Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di genere e Lgbt Cinzia Carta. A dare il benvenuto agli studenti è stato il sindaco Graziano Milia, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa e la necessità di formare cittadini consapevoli. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento agli alunni e agli insegnanti per il lavoro svolto, evidenziando come la scuola possa essere uno spazio di crescita anche attraverso attività creative e partecipate.
A distinguersi è stata la classe quinta C della scuola primaria di via Vespucci, dell’istituto Porcu-Satta, che ha conquistato la giuria con un elaborato originale costruito attorno a un’intervista immaginaria al “Rispetto”, personificato come protagonista di un dialogo con gli studenti. Il lavoro è stato accompagnato dalla realizzazione di un giornale e dalla stesura di un editoriale collettivo. Nel racconto dei bambini il rispetto prende forma nelle parole e nei gesti quotidiani, quando si evita di giudicare, quando si accettano gli altri per ciò che sono e quando si compiono azioni di aiuto e solidarietà. Particolarmente apprezzato l’editoriale dal titolo “Non è una cosa da femmine, è una questione di rispetto”, in cui i piccoli autori affermano che non esistono sogni o ruoli esclusivi per uomini e donne e ricordano che la forza deve essere usata per sostenere gli altri, mai per colpire.
Tra i momenti più intensi della mattinata l’intervento della studentessa Maryan Maruf, che ha sottolineato l’importanza di diffondere consapevolezza anche tra gli adulti, ringraziando l’insegnante Alessandra Sanna per il percorso svolto con la classe. «Ci insegna che siamo dei semini portatori di speranza», ha detto, riassumendo il senso dell’esperienza condivisa.
Una menzione speciale è stata assegnata anche alla classe seconda D della scuola secondaria di via Turati, autrice di un video dedicato al tema della violenza di genere e alla promozione di relazioni fondate sull’uguaglianza tra ragazzi e ragazze. Il lavoro ha ottenuto il riconoscimento unanime della commissione giudicatrice, composta dalla psicologa Rina Salis e dal consigliere comunale Francesco Amore. Salis ha ricordato come la consapevolezza sia un elemento fondamentale per uscire dalle situazioni di violenza, sottolineando che imparare a chiedere aiuto può fare la differenza. Amore, rivolgendosi agli studenti, ha invece invitato i più giovani a costruire un mondo migliore, osservando come spesso proprio i ragazzi riescano a insegnare agli adulti nuovi modi di guardare alla realtà.
L’assessora Cinzia Carta ha espresso apprezzamento per la profondità dei pensieri condivisi dagli studenti, sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino un passo importante verso una reale parità. Anche Elisa Usalla ha evidenziato l’impegno della Commissione Pari Opportunità nel sostenere il concorso, ricordando l’importanza di educare al rispetto fin dall’infanzia. Ketty Giua ha infine ribadito come tra i messaggi emersi con maggiore forza ci sia quello della necessità di chiedere aiuto quando se ne ha bisogno, elemento centrale nei lavori presentati.
Il concorso “Rispetti.amoci” conferma così, anno dopo anno, il suo ruolo di strumento educativo capace di stimolare nei più giovani una riflessione consapevole su temi fondamentali per la costruzione di una società più giusta e inclusiva.