Segariu tra fede e tradizione: la Settimana Santa di S’Incontru

Nel cuore della Marmilla, Segariu si prepara a vivere la Settimana Santa all’insegna della fede, della tradizione e del senso di comunità. Dal 29 marzo al 6 aprile, la cittadina ospita S’Incontru, un programma di eventi e riti che intreccia momenti di intensa spiritualità a iniziative rivolte a tutta la collettività, dagli adulti ai bambini. Tra le manifestazioni più attese spiccano il rito dei Fucilieri nel giorno di Pasqua e il concerto di Pasquetta con i Tazenda.

La celebrazione prende il via con la Domenica delle Palme, domenica 29 marzo, quando la processione mattutina dalla chiesa di San Sebastiano conduce i fedeli fino alla messa nella chiesa di San Giorgio. Ma i preparativi iniziano già venerdì 27 e continuano sabato 28, con i maestri artigiani che, presso l’oratorio, realizzano le palme e mostrano alla comunità le tecniche per intrecciarle.

Lunedì 30 marzo è dedicato a Su Nenniri: alla biblioteca comunale i più piccoli possono ascoltare fiabe e racconti legati alla tradizione pasquale, mentre martedì 31 alle 18.30 la Via Crucis, accompagnata dal coro San Giorgio Martire, porta i fedeli in un percorso di riflessione e raccoglimento. Mercoledì 1 aprile il Centro di aggregazione sociale ospita un laboratorio per la realizzazione di strumenti musicali della tradizione, seguito il giorno successivo da un laboratorio culinario dedicato ai pani pasquali, su Coccoi Pintau e su Coccoi cun s’Ou.

Venerdì 3 marzo, dalla chiesa di San Giorgio, parte la Processione del Cristo Morto, mentre sabato 4 si svolge la cerimonia di benedizione e investitura dei Fucilieri. La mattina di Pasqua, S’Incontru si anima in Mesuidda intorno alle 10.30, offrendo uno dei momenti più sentiti della settimana. La chiusura delle celebrazioni è affidata al concerto dei Tazenda, lunedì 6 aprile nel parco di Sant’Antonio, occasione di incontro e festa che unisce la comunità nella musica e nella tradizione.

In ogni evento, Segariu conferma il valore di una Pasqua che unisce sacro e civile, memoria e partecipazione, fede e convivialità, mantenendo viva l’identità culturale di un territorio che si racconta attraverso i suoi riti più antichi.

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