Monumenti Aperti 2026: trent’anni di storia e bellezza tra Sardegna e Italia

Con l’arrivo della primavera, torna Monumenti Aperti, la storica manifestazione ideata dall’associazione Imago Mundi OdV nel 1997, che da quasi tre decenni accompagna i visitatori alla scoperta dei territori e delle loro bellezze storiche, artistiche, architettoniche e naturali. L’edizione 2026 segna un traguardo importante: trenta anni di iniziative che hanno saputo crescere e allargare i propri confini, affermandosi come punto di riferimento a livello nazionale nel racconto del patrimonio culturale.

Il calendario della 30esima edizione si estende dal 18 aprile all’8 novembre, organizzato nelle due tradizionali finestre primaverili e autunnali. Saranno 85 i comuni coinvolti, di cui 23 situati nella penisola, e più di ottocento i monumenti aperti al pubblico. Guide, volontari e studenti saranno al fianco dei visitatori per raccontare la storia di questi luoghi, contribuendo a rendere viva la memoria dei territori. Per la prima volta, l’immagine simbolo della manifestazione è affidata a un’opera d’arte contemporanea: “In tasca solo pezzi di casa” di Maria Jole Serreli, concepita dopo il terremoto del 2016, invita a riflettere sulla fragilità del patrimonio e sulla responsabilità collettiva nel preservarlo.

A Cagliari spetterà inaugurare l’edizione 2026 nel weekend del 18 e 19 aprile, mentre nelle settimane successive toccherà a Lunamatrona, Sanluri e Sassari, seguiti da numerosi altri comuni sardi come Bosa, Carbonia, Carloforte e Villasimius. Parallelamente, molte località della penisola apriranno le loro porte, da Palermo a Milano, passando per Torino, Roma, Treviso e Venezia. Ogni weekend offrirà ai visitatori la possibilità di percorrere sentieri tra storia e arte, tra monumenti antichi e paesaggi naturali, guidati dalla passione di chi dedica tempo ed energie a far conoscere la cultura locale.

Monumenti Aperti non è solo un’occasione di visita: è un invito a ritrovare il senso di appartenenza, a toccare con mano la memoria dei luoghi e a riscoprire il valore della comunità, attraverso un patrimonio che vive e si rinnova grazie alla curiosità e alla partecipazione di tutti.

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