Il 26 aprile 2026 la Sardegna torna ad aprire alcuni dei suoi luoghi più raccolti e meno accessibili con la seconda edizione di Conventi Aperti. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Cammino Francescano in Sardegna, propone un percorso che unisce patrimonio storico, spiritualità e territorio, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare in complessi conventuali solitamente chiusi o poco frequentati.

L’edizione di quest’anno si inserisce in un contesto particolare, quello delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Un anniversario che, più che una ricorrenza formale, diventa occasione per rileggere un messaggio che continua a risuonare: attenzione al creato, sobrietà, dialogo. Temi che trovano una declinazione concreta proprio nei luoghi coinvolti dall’iniziativa.
Saranno dieci i comuni partecipanti: Bottidda, Fonni, Gesturi, Iglesias, Laconi, Luogosanto, Oristano, Pula, Sanluri e Sorso. Un itinerario diffuso che attraversa l’isola e che mette in rete esperienze diverse, accomunate dalla presenza francescana e da una storia stratificata nel tempo.
L’accesso ai conventi permetterà di esplorare spazi che conservano tracce di vita quotidiana e memoria: chiostri, biblioteche, refettori. Non si tratta soltanto di osservare architetture, ma di entrare in contatto con racconti legati alla presenza dei frati, al ruolo degli ordini religiosi nelle comunità locali e alla loro influenza sul tessuto sociale e culturale della Sardegna.
Accanto alle visite, sono previsti momenti di approfondimento dedicati alla figura di Francesco e alla diffusione del suo pensiero nell’isola. Un modo per collegare il patrimonio materiale a quello immateriale, dando continuità a una tradizione che non si esaurisce nella dimensione storica.
Conventi Aperti si propone così come un’esperienza che supera la logica della visita rapida. L’attenzione è rivolta a un turismo lento, fatto di ascolto e osservazione, in cui il tempo diventa parte integrante del percorso. Un invito a soffermarsi, più che a spostarsi, e a leggere i luoghi anche attraverso il silenzio che li caratterizza.
Le iscrizioni sono già disponibili. In alcuni casi sarà necessaria la prenotazione, sia per la limitata capienza degli spazi sia per preservare quell’atmosfera di raccoglimento che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’iniziativa.