Sardegna e Guardia costiera, un protocollo per la tutela del mare e lo sviluppo dell’economia costiera

La tutela del mare e delle coste passa dalla collaborazione tra le istituzioni. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa firmato ieri a Villa Devoto dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e dal comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo.

L’accordo nasce dalla volontà di consolidare i rapporti già esistenti tra la Regione e la Guardia costiera e di costruire una collaborazione più strutturata su temi che riguardano da vicino il futuro dell’Isola: dalla protezione dell’ambiente marino alla gestione della fascia costiera, dalla sicurezza delle attività sul mare alla crescita sostenibile delle comunità e delle filiere legate all’economia marittima.

“La nostra Isola conta oltre 1.890 chilometri di coste e il mare rappresenta un patrimonio strategico”, ha sottolineato la presidente Todde. Un patrimonio che, ha evidenziato, deve essere protetto anche alla luce delle conseguenze dei cambiamenti climatici e delle pressioni legate, in alcuni territori, alla crescente antropizzazione.

Da qui la necessità di mettere in campo interventi coordinati di tutela, monitoraggio, valorizzazione e gestione sostenibile. Per la presidente della Regione, la cooperazione con la Guardia costiera può diventare uno strumento importante per affrontare la difesa delle coste non soltanto dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche sotto il profilo sociale e produttivo.

Alla firma erano presenti anche l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, e i Capitani di Vascello delle Direzioni marittime di Cagliari e Olbia, Paolo Marzio e Gianluca D’Agostino.

Per l’Ammiraglio Sergio Liardo, il protocollo rappresenta un ulteriore passo nel rapporto tra il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera e la Sardegna. “Non solo consolida i proficui rapporti esistenti con la Guardia Costiera”, ha dichiarato, ma costituisce anche uno “strumento agile e innovativo” a sostegno dello sviluppo di una delle principali regioni marittime italiane, con possibili ricadute sulla sicurezza e sull’economia nazionale.

Il documento affronta diversi aspetti della gestione e della protezione dell’ambiente costiero. Tra le priorità rientrano la tutela ambientale e demaniale marittima, la protezione e la valorizzazione della fascia costiera e la sicurezza delle attività marittime, balneari e portuali. Una particolare attenzione è rivolta anche alla pesca, all’acquacoltura e alle filiere collegate, così come al monitoraggio delle aree marine protette e di quelle sottoposte a specifici vincoli ambientali.

Un altro capitolo riguarda il controllo della dinamica costiera e dei fenomeni erosivi, una questione che interessa diversi tratti del litorale sardo e che rende sempre più importante disporre di dati aggiornati per orientare le scelte pubbliche. Proprio la raccolta e la condivisione delle informazioni saranno parte della collaborazione, con l’obiettivo di fornire elementi utili alla programmazione regionale.

Il protocollo guarda inoltre alla diffusione della cultura del mare e all’educazione ambientale, insieme allo sviluppo sostenibile delle comunità costiere e dell’intero sistema marittimo regionale.

“Mettere a sistema competenze, conoscenze e capacità operative significa disporre di strumenti più solidi per prevenire i rischi, governare i cambiamenti e assicurare una tutela concreta e duratura”, ha spiegato l’assessora Rosanna Laconi, definendo la cooperazione istituzionale tra Regione e Guardia costiera un elemento essenziale per la protezione del patrimonio marino e costiero dell’Isola.

Il Protocollo rappresenta, al momento, una cornice generale entro la quale organizzare le future attività. La sua attuazione sarà definita attraverso un documento specifico, che verrà elaborato con il coinvolgimento delle Direzioni marittime di Cagliari e Olbia e delle rispettive articolazioni territoriali. Saranno quindi stabilite nel dettaglio le iniziative da realizzare e le modalità operative della collaborazione.

L’obiettivo è trasformare l’intesa in un sistema di lavoro condiviso, capace di collegare le esigenze di tutela del territorio con quelle della sicurezza e dello sviluppo economico. Per una regione profondamente legata al mare, la sfida sarà ora tradurre gli impegni sottoscritti in interventi concreti lungo i suoi oltre 1.890 chilometri di costa.

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