Oltre nove milioni e mezzo di euro per l’ex Tipografia Chiarella e piazza Tola, 6 milioni e 700 mila euro per il compendio del Cineteatro Astra, 700 mila euro destinati al sostegno delle imprese del comparto. Con uno stanziamento complessivo di 17 milioni di euro da parte della Regione Sardegna prende forma “Sassari città della cultura, dell’arte e della creatività”, un progetto che punta a ridisegnare un asse urbano strategico attraverso interventi di rigenerazione culturale, economica e sociale.

Il finanziamento rientra nel Programma regionale Fesr 2021-2027 e si configura, dal punto di vista amministrativo, come un Iti, Investimento territoriale integrato. La giunta regionale ha approvato la strategia territoriale su proposta del vicepresidente e assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, al termine di un percorso di collaborazione tra il Comune di Sassari e il Centro regionale di Programmazione, autorità di gestione del Fondo europeo di sviluppo regionale.
L’idea dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Mascia è quella di ricucire parti della città oggi segnate da criticità e restituire loro una funzione centrale. Il Cineteatro Astra e l’area di piazza d’Armi sono destinati a diventare un hub di produzione culturale, con impianti tecnologici avanzati, spazi per lavoratori, coworking e start-up. L’intervento punta a trasformare una zona caratterizzata da edifici abbandonati e scarsa illuminazione in un centro dedicato alla produzione artistica e creativa, intervenendo contestualmente sulla riqualificazione dell’intera piazza.
Nel centro storico l’epicentro sarà l’ex Tipografia Chiarella, un complesso di oltre 2.400 metri quadrati distribuiti su più livelli. Un anno fa, presentando il progetto insieme all’assessore comunale alla Programmazione Giuseppe Masala, Mascia parlava di una “grande tela bianca” su cui disegnare il futuro della città, partendo dalla rigenerazione di uno spazio legato alla memoria produttiva collettiva per trasformarlo in un distretto culturale capace di attrarre nuovi residenti e visitatori, con una particolare attenzione al turismo culturale.
Gli spazi saranno attrezzati con dotazioni multimediali, tecnologie dell’informazione, postazioni per la lettura digitale, totem touchscreen e allestimenti smart. Un modello di riferimento dichiarato è la Salaborsa di Bologna. Il complesso sarà collegato direttamente alla biblioteca comunale di Palazzo d’Usini, affacciata su piazza Tola, destinata nelle intenzioni dell’amministrazione a diventare un nuovo salotto culturale urbano anche in chiave turistica.
Accanto agli interventi strutturali, 700 mila euro saranno dedicati al sostegno delle imprese esistenti e alla nascita di nuove attività nei settori della cultura e del turismo. Le iniziative di animazione imprenditoriale si svolgeranno sia negli immobili oggetto dell’Iti sia in altre aree della città, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese e ampliare l’offerta territoriale valorizzando l’identità locale.
Presentando il progetto a Palazzo Ducale, Meloni ha sottolineato come la delibera rafforzi una visione in cui la rigenerazione urbana passa dalla cultura, dal patrimonio artistico e naturale e dal sostegno alle imprese, in attuazione della Priorità 6 del Fesr 2021-2027 dedicata allo sviluppo urbano sostenibile e integrato. Masala ha parlato dei due complessi come del nucleo di un nuovo distretto del sapere diffuso, integrato con le politiche di sviluppo e con il contesto urbano, capace di favorire il coinvolgimento della comunità.
Il sindaco Mascia ha invece richiamato l’urgenza di restituire al centro storico il ruolo socio-economico che storicamente gli appartiene. Ha ricordato gli investimenti già avviati sul fronte della sicurezza, dalla videosorveglianza al progetto “Scuole sicure”, fino al potenziamento della polizia locale e ai piani per l’illuminazione pubblica, come condizioni preliminari per consentire a interventi di questa portata di radicarsi e produrre effetti duraturi. L’obiettivo dichiarato è riportare residenti, attività commerciali e frequentatori nelle strade e nelle piazze della città vecchia, facendo della cultura il perno di una nuova fase di sviluppo.