Dopo quindici anni di assenza, la Sardegna torna a ospitare il grande ciclismo internazionale. Dal 25 febbraio al 1° marzo 2026 le strade dell’isola accoglieranno nuovamente il Giro della Sardegna, una delle corse a tappe più significative del calendario italiano di inizio stagione.

La partenza è fissata a Castelsardo, di fronte alla Roccia dell’Elefante, simbolo naturale del nord dell’isola, mentre l’arrivo conclusivo sarà a Olbia. In mezzo, cinque tappe che attraversano territori molto diversi tra loro, offrendo un tracciato vario dal punto di vista tecnico e paesaggistico. Si comincia il 25 febbraio con la Castelsardo–Bosa. Il giorno successivo la corsa partirà da Oristano per concludersi a Carbonia. Il 27 febbraio sarà la volta della Cagliari–Tortolì, seguita dalla Tortolì–Nuoro il 28. La chiusura, il 1° marzo, porterà i corridori da Nuoro fino al traguardo di Olbia.
Il Giro della Sardegna affonda le radici nel 1958, anche se le prime esperienze professionistiche sull’isola risalgono alla fine degli anni Quaranta. In breve tempo la competizione si impose come appuntamento internazionale capace di richiamare squadre di primo piano e grandi nomi del ciclismo mondiale. Nell’albo d’oro compaiono campioni come Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Vittorio Adorni, Marino Basso, Giuseppe Saronni e Peter Sagan, a testimonianza del prestigio costruito nel tempo.
L’edizione 2026 sarà accompagnata da una copertura televisiva nazionale e internazionale, con trasmissioni in diretta e in differita che porteranno sugli schermi non solo la competizione sportiva ma anche i paesaggi attraversati dalla corsa. Dalla panoramica Alghero-Bosa alla Costa Verde con le miniere del Guspinese, dalla costa di Buggerru e Masua alle testimonianze minerarie di Carbonia, fino agli scorci di Cagliari e al mare di Villasimius. E ancora i tratti tra stagni e rilievi del Sarrabus e dell’Ogliastra, le alture del Supramonte, i boschi della Barbagia e il mare turchese della Gallura.
L’organizzazione sportiva è affidata al GS Emilia, realtà già nota nel panorama internazionale per manifestazioni come il Giro dell’Emilia, la Settimana Internazionale Coppi e Bartali e il Memorial Marco Pantani. L’evento è promosso dall’Assessorato regionale del Turismo e dalla Lega del Ciclismo Professionistico, in collaborazione con Sport e Salute Spa. Il ritorno del Giro rappresenta così non solo un appuntamento sportivo, ma anche un’occasione di visibilità e promozione per l’intero territorio regionale.