Sanità e welfare, la variazione di bilancio rafforza gli interventi in Sardegna

È dedicato alla sanità e alle politiche sociali il primo articolo della variazione di bilancio approvata ieri dal Consiglio regionale. Una parte della manovra che concentra nuove risorse sui servizi alla persona e rafforza gli interventi destinati al welfare, alla sanità territoriale, all’assistenza delle persone fragili e al contrasto dello spopolamento e della carenza di personale sanitario.

Il provvedimento si sviluppa lungo cinque direttrici: sostegno alla non autosufficienza, inclusione sociale, potenziamento della sanità di prossimità, rafforzamento degli organici e riequilibrio territoriale.

«Questa variazione non nasce nel vuoto. Arriva dopo un percorso già avviato, con il piano straordinario delle assunzioni per la rete ospedaliera, con gli interventi sulle liste d’attesa, con il potenziamento dei pronto soccorso dopo l’uscita dei gettonisti e con 100 medici di medicina generale in più rispetto al 2024», dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde. L’obiettivo, aggiunge, è costruire una sanità più vicina alle persone e un welfare in grado di sostenere le fragilità e affrontare le disuguaglianze territoriali.

Uno dei principali capitoli riguarda il Fondo regionale per la non autosufficienza. Il testo originario della variazione prevede un incremento di 1,68 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. A queste risorse si aggiungono 50,04 milioni di euro complessivi destinati, attraverso un emendamento della Giunta, al rafforzamento degli interventi per le persone con disabilità grave, dei programmi della legge 162 e dell’assistenza domiciliare «Ritornare a casa Plus».

Sul fronte dell’accoglienza nelle strutture socio-sanitarie, la variazione mette a disposizione 8,7 milioni di euro nel 2026 per sostenere i Comuni nel pagamento delle rette delle persone con basso reddito. Gli emendamenti della Giunta portano lo stanziamento complessivo a 15 milioni di euro. L’intervento punta a garantire l’accesso all’assistenza anche alle famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere i costi delle strutture.

Altri 10,16 milioni di euro vengono destinati alla continuità dei percorsi di autonomia delle persone con disabilità, consolidando i progetti avviati negli ultimi anni e le iniziative sviluppate anche nell’ambito del PNRR.

La sanità territoriale rappresenta un altro asse centrale della manovra. Sono previsti 10 milioni di euro nel 2026 per l’inserimento di nuove Case della Comunità e nuovi Ospedali di Comunità nella rete regionale. Nel triennio 2027-2029 sono inoltre stanziati 15 milioni di euro per il progetto delle Case di Comunità Mobili, pensate per portare i servizi sanitari anche nei territori più periferici.

A queste risorse si aggiungono altri 10 milioni di euro proposti dalla Giunta per rafforzare gli investimenti sulle Case e sugli Ospedali di Comunità, con particolare attenzione alle aree rurali e alle zone più lontane dai principali poli ospedalieri.

La variazione interviene anche sul personale. Nel triennio sono previsti 8,37 milioni di euro per il rafforzamento della specialistica ambulatoriale interna e 2,35 milioni per il personale impegnato nelle attività di trapianto di organi. Il testo originario prevede inoltre 2 milioni di euro all’anno per la remunerazione dei coordinatori dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.

Particolare attenzione viene riservata alla difficoltà di reperire professionisti nelle sedi più disagiate. Gli emendamenti della Giunta destinano 33,38 milioni di euro a incentivi economici, agevolazioni logistiche e altre forme di sostegno per favorire l’arrivo di nuovi medici e infermieri disponibili a lavorare per almeno 18 mesi, eventualmente prorogabili, nelle aree carenti.

La manovra punta anche sulla formazione. Sono previsti 3 milioni di euro nel triennio per i rimborsi ai giovani medici specializzandi impegnati in attività formative in Sardegna, con l’obiettivo di ampliare la rete formativa regionale, e 1,8 milioni per le attività formative extra-regionali. Altri circa 3 milioni di euro sono destinati alla formazione specialistica sanitaria non medica e a misure che favoriscano la permanenza nell’Isola dei professionisti formati.

Viene inoltre rafforzato il rimborso dei costi sostenuti dalle strutture sociosanitarie accreditate per il personale infermieristico. La misura vale 12,3 milioni di euro nel 2026 e 16,1 milioni di euro annui dal 2027, per un volume finanziario superiore ai 32 milioni di euro.

Tra gli interventi più rilevanti figura anche l’anticipazione regionale di 47,46 milioni di euro per l’adeguamento e la messa in sicurezza sismica delle strutture ospedaliere, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e la resilienza del patrimonio sanitario regionale.

La variazione prevede inoltre 13,32 milioni di euro per l’adeguamento del servizio di elisoccorso e la continuità della nuova programmazione HEMS nel periodo 2026-2034. Sono previsti 4,2 milioni per il rinnovo dell’Accordo integrativo regionale della medicina generale, 1 milione per il potenziamento delle prestazioni di emodialisi, 1,2 milioni per le prestazioni aggiuntive nei Pronto Soccorso dei medici dell’emergenza territoriale e 1,5 milioni per rafforzare l’assistenza sanitaria nell’Isola di San Pietro.

Accanto alla sanità e al welfare, la manovra affronta il tema dello spopolamento. Un emendamento della Giunta destina 56 milioni di euro ai giovani under 40 che trasferiscono la residenza e avviano attività economiche in Sardegna. L’intervento punta a favorire l’arrivo di nuove professionalità e sostenere l’imprenditoria giovanile nelle aree maggiormente interessate dal calo demografico.

Completano il quadro gli stanziamenti per le comunità per minori, pari a 1 milione di euro, e gli interventi per il «Dopo di noi», la neuropsichiatria infantile e i minori fragili.

«Investiamo ancora di più nelle cure. Estendiamo i dispositivi FreeStyle a circa 20 mila persone con diabete e garantiamo i farmaci salvavita a chi è affetto da malattie rare», afferma Todde. La presidente richiama inoltre i 10 milioni di euro in tre anni destinati all’autismo, il sostegno alle farmacie rurali e le nuove risorse per gli allevatori colpiti dalla dermatite nodulare bovina.

Per la presidente, la variazione rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso già avviato per rafforzare il sistema sanitario regionale, intervenendo allo stesso tempo sui servizi sociali, sulla formazione e sulla capacità dei territori di offrire condizioni favorevoli per chi vive e lavora in Sardegna.

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