Il Comune di Cagliari sceglie di guardare alle proprie decisioni amministrative anche attraverso la prospettiva delle generazioni future. È questo il senso della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, che prevede l’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) nei Documenti Unici di Programmazione (DUP).

L’obiettivo è inserire in modo stabile il punto di vista dei giovani nelle scelte dell’amministrazione e, allo stesso tempo, valutare quanto le politiche pubbliche siano sostenibili nel medio e lungo periodo. La proposta è frutto del lavoro congiunto della Commissione Pari opportunità, presieduta dalla consigliera Chiara Cocco, e della Commissione Pubblica istruzione, guidata dalla consigliera Paola Mura.
Con questa decisione, Cagliari si colloca tra i primi Comuni in Sardegna ad adottare questo tipo di strumento e tra i pochi enti locali italiani a introdurlo nella propria attività di programmazione. La VIG è infatti già prevista per gli atti normativi del Governo, mentre il suo utilizzo da parte delle amministrazioni comunali è ancora poco diffuso.
Il meccanismo punta a misurare in anticipo gli effetti delle decisioni pubbliche sulle diverse fasce d’età. A partire dal DUP, il documento attraverso cui il Comune stabilisce priorità, obiettivi e indirizzi della propria azione amministrativa, sarà possibile esaminare costi e benefici delle politiche e verificarne la distribuzione tra le generazioni.
Gli interventi potranno così essere ricondotti a tre categorie: generazionali, potenzialmente generazionali o antigenerazionali. L’introduzione di criteri e indicatori misurabili dovrebbe consentire anche di seguire nel tempo i risultati delle politiche adottate e di valutarne l’efficacia.
Alla base della scelta del Consiglio comunale ci sono anche alcuni dei principali problemi che interessano la Sardegna e, in particolare, l’area metropolitana di Cagliari. Il calo demografico, l’emigrazione dei giovani, le difficoltà di accesso al lavoro e alla casa e l’invecchiamento della popolazione sono fenomeni che incidono sulle prospettive del territorio. La VIG nasce quindi dall’esigenza di considerare questi elementi anche quando vengono definite le politiche pubbliche e le priorità dell’amministrazione.
Tra gli impegni contenuti nella mozione c’è anche la valutazione di un possibile supporto tecnico e metodologico da parte dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI). Il documento punta inoltre a promuovere una maggiore attenzione alla giustizia intergenerazionale e a rafforzare il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali, attraverso il dialogo con associazioni, scuole, università e altre realtà del territorio.
I settori indicati sono quelli che incidono più direttamente sulle condizioni di vita e sulle prospettive delle nuove generazioni: abitare, lavoro, cultura, istruzione, formazione e genitorialità. La programmazione dovrà inoltre mantenere una prospettiva di equità di genere.
Per Chiara Cocco, l’introduzione della VIG rappresenta un modo per rendere più consapevole l’azione amministrativa. “Chi governa i territori deve avere piena consapevolezza dell’impatto che le proprie azioni, ma anche le proprie omissioni, producono sulle diverse generazioni e in particolare sui giovani”, ha dichiarato la presidente della Commissione Pari opportunità. Da qui la necessità, secondo Cocco, di “costruire le condizioni per garantire il diritto a tornare e a restare”, attraverso politiche giovanili integrate e strumenti capaci di rendere più efficace la programmazione.
Per Paola Mura, la Valutazione di Impatto Generazionale potrà invece diventare uno strumento utile per mettere in relazione le esigenze del presente con quelle del futuro. “I giovani hanno bisogno oggi di politiche capaci di rispondere alle esigenze presenti, ma che sappiano guardare anche al lungo periodo, ai figli che avranno e agli anziani che diventeranno”, ha sottolineato la presidente della Commissione Pubblica istruzione.
L’introduzione della VIG porta dunque la questione generazionale dentro uno dei principali strumenti attraverso cui il Comune programma la propria attività. Il passaggio successivo sarà trasformare questo principio in criteri e modalità operative, così da verificare concretamente l’impatto delle scelte amministrative sulle generazioni che vivono oggi a Cagliari e su quelle che la abiteranno negli anni a venire.