Da nord a sud dell’Isola, chiese, abbazie e cattedrali aprono le loro porte per raccontare una delle pagine più significative della storia e dell’architettura sarda. Da sabato 3 ottobre a domenica 1 novembre torna l’appuntamento con Le Giornate del Romanico in Sardegna, iniziativa organizzata dalla Fondazione Sardegna Isola del Romanico.

Per cinque fine settimana, il patrimonio romanico sarà visitabile gratuitamente, offrendo l’occasione di entrare in luoghi spesso legati alla storia dei piccoli centri e dei territori che li ospitano. Un percorso attraverso edifici religiosi, stili architettonici, particolari e curiosità che permettono di avvicinarsi alla Sardegna medievale e alle tracce che ancora oggi ne raccontano la storia.
Il primo fine settimana, sabato 3 e domenica 4 ottobre, coinvolge Banari, Orotelli, Oschiri, Pula, Villa San Pietro, Zeddiani e Silanus, quest’ultimo con le visite previste esclusivamente nella giornata di domenica.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre l’iniziativa prosegue con Chiaramonti, Ghilarza, Oschiri, Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Semestene, Tergu e Tratalias. A questi si aggiungono Bonarcado, visitabile sabato, e Masullas e Solarussa, che partecipano domenica.
Il terzo appuntamento, quello di sabato 17 e domenica 18 ottobre, è particolarmente ampio. Le visite interessano Anela, Bultei, Capoterra, Cargeghe, Codronagianos, Cossoine, Dolianova, Florinas, Gesico, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Oschiri, Ploaghe, San Vero Milis, Siamaggiore, Siddi, Uri, Usini, Uta, Villaputzu e Villaspeciosa. Nella sola giornata di sabato saranno inoltre coinvolti Bosa, Galtellì, Martis e Villamassargia.
Anche il quarto fine settimana, sabato 24 e domenica 25 ottobre, propone un itinerario distribuito in diverse aree dell’Isola. Partecipano Aritzo, Cabras, Fordongianus, Guspini, Iglesias, Macomer, Milis, Monastir, Oschiri, Ottana, Samassi, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, Selargius, Sindia, Villamar e Zerfaliu.
A chiudere l’edizione 2026 saranno, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, Borutta, Mogoro, Olbia, Oschiri, Quartu Sant’Elena, Sardara e Segariu. Bulzi sarà protagonista nella sola giornata di sabato, così come Oristano.
La formula delle Giornate del Romanico mantiene così al centro la possibilità di conoscere direttamente il patrimonio custodito nei territori. L’ingresso gratuito alle chiese, alle abbazie e alle cattedrali coinvolte consente di osservare da vicino testimonianze architettoniche che attraversano i secoli e che, ancora oggi, fanno parte del paesaggio e della memoria delle comunità sarde.
Cinque fine settimana, dunque, per attraversare l’Isola seguendo le tracce del Romanico, tra edifici di culto e piccoli centri, con un viaggio che porta idealmente indietro nel tempo, fino al Medioevo.