Torna il Giro di Sardegna: cinque tappe per riportare l’isola nel grande ciclismo

Dopo quindici anni di assenza, il Giro di Sardegna tornerà nel calendario del ciclismo internazionale nel 2026, riportando l’isola al centro delle competizioni di alto livello. La storica corsa a tappe si svolgerà in cinque giornate di gara, dal 25 febbraio al 1° marzo, segnando l’avvio di una nuova fase per una manifestazione che ha scritto pagine importanti della storia sportiva italiana.

L’evento è stato presentato a Cagliari nel corso di un incontro istituzionale che ha visto la partecipazione della presidente della Regione Alessandra Todde, dell’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, dell’assessora regionale dello Sport Ilaria Portas e del presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella. L’organizzazione sarà curata dall’Assessorato regionale del Turismo e dalla Lega del Ciclismo Professionistico, in collaborazione con Sport e Salute Spa.

Nel suo intervento, la presidente Todde ha sottolineato il valore sportivo e strategico del ritorno del Giro di Sardegna, definendolo un investimento che unisce sport, promozione del territorio e sviluppo economico. Riportare una competizione storica del ciclismo internazionale, ha spiegato, significa rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione capace di attrarre grandi eventi, valorizzando paesaggi, cultura e capacità organizzativa. Un progetto che guarda al futuro, secondo la presidente, e che punta su un modello di crescita sostenibile.

Il Giro di Sardegna rappresenta uno dei capitoli più prestigiosi del ciclismo italiano. Nato nel 1958, dopo le prime esperienze professionistiche sull’isola già alla fine degli anni Quaranta, si affermò rapidamente come appuntamento internazionale di inizio stagione. Nel suo albo d’oro compaiono campioni come Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Vittorio Adorni, Marino Basso, Giuseppe Saronni e Peter Sagan, nomi che testimoniano il peso sportivo e simbolico della corsa. Dopo una storia fatta di successi, interruzioni e tentativi di rilancio, l’edizione del 2026 segna un nuovo inizio, nel solco della tradizione ma con una visione aggiornata.

L’edizione 2026 potrà contare su una copertura televisiva nazionale e internazionale, con dirette e differite che garantiranno ampia visibilità non solo alla competizione ma anche al territorio sardo. L’organizzazione tecnica sarà affidata al GS Emilia, realtà già consolidata nel panorama ciclistico internazionale grazie a eventi come il Giro dell’Emilia, la Settimana Internazionale Coppi e Bartali e il Memorial Marco Pantani.

L’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu ha evidenziato come l’investimento sul Giro di Sardegna risponda alla strategia di attrarre flussi turistici nella bassa stagione e di promuovere prodotti turistici diversificati. La collocazione temporale dell’evento, ha spiegato, garantisce inoltre una forte esposizione mediatica in un periodo in cui si iniziano a pianificare le vacanze estive e primaverili. Cuccureddu ha ringraziato i dirigenti regionali e i rappresentanti della Lega del Ciclismo Professionistico e di Sport e Salute Spa per il lavoro svolto, sottolineando la complessità degli atti portati a termine in tempi ristretti.

Per l’assessora allo Sport Ilaria Portas, il Giro di Sardegna rappresenta anche una vetrina culturale. L’evento offrirà visibilità internazionale alle domus de janas, riconosciute patrimonio dell’Unesco nel luglio 2025, contribuendo alla diffusione della cultura millenaria dell’isola. Portas ha inoltre rimarcato il ruolo dello sport come strumento di promozione dell’attività giovanile, di aggregazione e di prevenzione del disagio sociale.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella, che ha definito il ritorno del Giro di Sardegna un segnale strategico per tutto il movimento ciclistico italiano. La collocazione a inizio stagione rende la corsa una vetrina di rilievo internazionale, capace di coniugare agonismo, visibilità mediatica e promozione territoriale. Pella ha ringraziato la Regione Sardegna per il sostegno convinto al progetto, auspicando l’avvio di una nuova storia di successo.

Alla presentazione hanno partecipato anche due testimonial d’eccezione come Claudio Chiappucci e Fabio Aru, mentre in collegamento remoto sono intervenuti Francesco Moser e Gianni Bugno, a suggellare simbolicamente il legame tra il Giro di Sardegna e la grande tradizione del ciclismo italiano.

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