Nel cuore della Barbagia il carnevale conserva il passo lento dei riti antichi e il volto severo delle sue maschere. A Orani, sabato 21 febbraio 2026, torna in scena Su Bundhu con Su Carrasecare de Orane, una celebrazione che affonda le radici nelle credenze contadine e nel rapporto primordiale tra uomo e natura.

Simbolo della festa è una creatura metà umana e metà bovina, con il volto coperto da una maschera di sughero colorata di rosso e sormontata da lunghe corna. È un’immagine potente, che richiama stagioni arcaiche e riti propiziatori legati al ciclo della terra. Dalle 9.30 sarà possibile assistere alla realizzazione della maschera di Su Bundhu grazie alla dimostrazione dei maestri artigiani Peppino Zichi e Mario Morittu, un momento che restituisce al pubblico la dimensione manuale e sapiente di una tradizione ancora viva.
Nel pomeriggio, dalle 16, il campetto di Urreddu diventerà punto di incontro di alcune tra le più note maschere ancestrali dell’isola. Arriveranno i Mamuthones e Issohadores ‘Atzeni-Beccoi’ di Mamoiada, i Boes e Merdules di Ottana, i Sos Corriolos di Neoneli, S’Urtzu e Sos Bardianos di Ula Tirso, i Mamutzones di Samugheo, gli Urthos e Buttudos di Fonni, Su Maimulu di Gairo e i Tumbarinos di Gavoi. Ospite gradito sarà il gruppo “Sogni in maschera” di Civitavecchia. A fare gli onori di casa, naturalmente, i Bundhos. La giornata si concluderà con balli in piazza, in un clima di condivisione che unisce paesi e comunità diverse sotto il segno della stessa tradizione.

Nello stesso giorno, spostandosi verso la Baronia, anche Siniscola celebra il suo carnevale con Su Carrasecare Thiniscolesu. Protagoniste sono le maschere di S’Orcu e Montiarvu e Sos Tintinnatos, figure tipiche della tradizione locale che animeranno il corteo in programma alle 17.30 lungo le strade del centro storico. La sfilata sarà preceduta dalla Vestizione, uno dei momenti più suggestivi della giornata.
L’appuntamento siniscolese si sviluppa però fin dal mattino. Alle 10 è prevista la conferenza “Il pane nella Sardegna nuragica”, seguita dal laboratorio di archeologia sperimentale “Il pane nuragico” e dal pranzo comunitario. Nel primo pomeriggio spazio ai più piccoli con i “Contos de ’Idda”, prima della sfilata che attraverserà il paese. A chiudere la giornata, cena comunitaria e musica dal vivo. Tutti gli eventi, a eccezione del corteo, compresa la Vestizione, si svolgeranno presso la corte Sinis/Mele.
Due comunità, due feste, un unico filo conduttore: la memoria di riti antichi che continuano a parlare al presente, custoditi dalle maschere e dalle mani di chi le tramanda.