A Quartu le “Electric Dolls” di Silvia Argiolas: corpi elettrici e identità in blackout

Prosegue a Quartu Sant’Elena l’attività dell’Associazione Cultuale Labor nell’ambito del V-art Quartu Exposition, con un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea. Sabato 7 marzo 2026 alle ore 18.00, negli spazi della The Social Gallery di via Porcu, inaugura “Electric Dolls | No Signal”, mostra personale di Silvia Argiolas, a cura di Ivo Serafino Fenu. L’esposizione si inserisce nel percorso dedicato alla Collezione Giuseppe Demara e rappresenta una nuova tappa del V-ART Festival Internazionale Immagine d’autore.

Dopo l’approfondimento su Giuliano Sale, l’attenzione si concentra ora sull’opera dell’artista cagliaritana, classe 1977, il cui lavoro ruota attorno a una riflessione insistita sul corpo. «Accogliere alla Social Gallery Electric Dolls – No Signal di Silvia Argiolas, nell’ambito del percorso dedicato alla Collezione Demara, significa proseguire una riflessione sull’immagine come spazio di trasformazione e inquietudine contemporanea», commenta Giovanni Coda. Le figure sospese dell’artista entrano così nel progetto Fading Faces come ulteriore passaggio di un’indagine in cui l’immagine non offre risposte definitive ma resta aperta, interrogativa, fragile specchio del tempo presente.

Nell’universo visivo di Argiolas il corpo è protagonista assoluto. Corpo dipinto e insieme vissuto, attraversato da tensioni che si fanno segno pittorico. Sono soprattutto corpi femminili, segnati da imperfezioni che diventano ferite, esposti a uno scontro continuo tra desiderio, erotismo e ribellione. Figure inquietanti e seducenti allo stesso tempo, capaci di produrre uno shock visivo ed emotivo. Il titolo della mostra nasce da queste premesse e da un nucleo di opere, in gran parte inedite, provenienti dalla collezione di Giuseppe Demara.

Il curatore Ivo Serafino Fenu sottolinea come il titolo richiami inevitabilmente un confronto con Filippo Tommaso Marinetti e le sue “Poupées électriques”, attraversando idealmente l’immaginario degli androidi di Blade Runner per approdare alle bambole elettriche di Argiolas. Un percorso che dal sogno futurista del corpo tecnologico scivola verso un senso di obsolescenza, fino a trasformarsi nei dipinti dell’artista in luogo di resistenza carnale e di sospensione esistenziale.

Le sue Dolls sono creature percorse da una corrente nervosa resa con una pennellata rapida e brutale. Abitano spazi domestici claustrofobici, paesaggi onirici dalle tinte acide in cui la natura appare alterata, quasi allucinata. Il “No Signal” del titolo allude a un blackout emotivo che rispecchia le incertezze del presente. Quando il segnale si interrompe, l’identità si frantuma, si dissolve, oppure si espone con orgoglio ferino. In un’epoca dominata dalla levigatezza dei filtri digitali, l’estetica corrosiva di Argiolas riporta al centro la dimensione della carne, dello spirito inquieto, della materia destinata al disfacimento ma ancora capace di generare una bellezza aspra, non addomesticabile.

La mostra, a ingresso gratuito, è organizzata con il sostegno del Comune di Quartu, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Sarà visitabile fino all’11 aprile 2026 dal giovedì al sabato, dalle 18.00 alle 20.00.

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