A quasi vent’anni dall’ultimo Piano regionale dei servizi alla persona, prende forma un nuovo percorso di programmazione che punta a ridefinire l’offerta sociale e sociosanitaria in Sardegna. Il processo è stato avviato alla fine dello scorso anno con una fase di confronto strutturato con gli Ambiti PLUS, con l’obiettivo di costruire in maniera partecipata il nuovo documento, in attuazione degli articoli 18 e 19 della Legge Regionale 23/2005.

La bozza del Piano nasce da un lavoro condiviso che ha coinvolto i principali attori istituzionali del territorio. In prima linea i tecnici degli Uffici di Piano dei PLUS e i direttori dei distretti sociosanitari, chiamati a contribuire soprattutto sui temi legati alle dimissioni protette. A questo si sono aggiunti i contributi della Direzione generale dei Lavori pubblici, con un focus sui dati relativi alle politiche abitative, mentre nella definizione del catalogo dei servizi hanno partecipato anche le Direzioni generali della Pubblica Istruzione e del Lavoro.
Il documento si struttura in tre parti principali. La prima è dedicata all’analisi del contesto socioeconomico regionale, necessaria per delineare bisogni e criticità. Segue il catalogo dei servizi sociali e sociosanitari presenti sul territorio, che fotografa l’esistente. Infine, la sezione di programmazione individua gli obiettivi strategici, in coerenza con il Programma regionale di sviluppo 2026–2029.
Per ampliare ulteriormente il confronto e raccogliere osservazioni utili a integrare il testo, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha annunciato un ciclo di incontri territoriali in cui verranno presentati i contenuti del Piano. Il calendario prevede una prima tappa il 9 aprile a Olbia, seguita il 10 aprile da Cagliari. Gli appuntamenti proseguiranno il 14 aprile a Iglesias e il 16 aprile nel Medio Campidano, per poi toccare Nuoro il 17 aprile, Sassari il 20, Oristano il 23 e l’Ogliastra il 24 aprile. Per alcune sedi sono attesi ulteriori dettagli organizzativi.
Agli incontri saranno invitati i rappresentanti istituzionali locali, a partire dai presidenti di provincia e dai sindaci metropolitani, insieme ai sindaci dei comuni capofila dei 26 PLUS e agli amministratori degli altri comuni. Coinvolti anche i responsabili tecnici degli ambiti, i direttori generali e sociosanitari delle ASL e i direttori dei distretti, in un confronto che punta a raccogliere contributi operativi direttamente dai territori.
L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a un Piano condiviso, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni sociali emergenti e di integrare servizi e politiche in una visione unitaria di sviluppo regionale.