Un luogo sospeso, dove il silenzio e la natura accompagnano da secoli momenti di raccoglimento e vita comunitaria, torna ad animarsi domenica 19 aprile 2026. A Ghilarza, nel santuario di San Serafino, si rinnova l’appuntamento con Muristenes in Beranu, una giornata che intreccia spiritualità, tradizione e convivialità.

La località, a pochi chilometri dal centro del Barigadu che fu anche luogo della giovinezza di Antonio Gramsci, conserva un patrimonio architettonico e culturale legato ai muristenes, le caratteristiche costruzioni in pietra destinate all’ospitalità dei novenanti. Attorno, il paesaggio si apre in un equilibrio di colori e silenzi, tra boschi, vallate e scorci sul Lago Omodeo, che definiscono un contesto naturale ancora intatto.
La giornata prende forma fin dal mattino con la possibilità di visitare sos muristenes e le esposizioni artigianali e agroalimentari allestite al loro interno. Accanto a questo, è prevista la visita alla chiesa di San Raffaele Arcangelo e il Cammino dei Novenari, un percorso guidato che attraversa i quattro novenari del territorio di Ghilarza, restituendo il senso di una tradizione religiosa diffusa e radicata.
Poco dopo mezzogiorno, il ritmo rallenta per lasciare spazio alla convivialità. All’ombra degli ulivi si svolge il Pranzo dei Novenanti, con un menù che richiama i sapori della cucina locale e il valore della condivisione.
Nel pomeriggio, la dimensione spirituale torna a intrecciarsi con quella comunitaria. I gosos, canti della devozione popolare, accompagnano i racconti legati alla fede, mentre la comunità si raccoglie attorno a Su Fogulone, il fuoco simbolico che rappresenta un punto di incontro e continuità. La giornata si chiude con la festa e i balli sardi, in un passaggio naturale dal raccoglimento alla celebrazione, nel segno di una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità.