Da sabato 18 a lunedì 20 aprile 2026, Sant’Antioco rinnova uno degli appuntamenti più radicati nella tradizione religiosa dell’isola, con la 667esima edizione della festa di Sant’Antioco martire, patrono della Sardegna. Una celebrazione che attraversa i secoli mantenendo intatti i suoi riti, la cui giornata principale cade, come da consuetudine, quindici giorni dopo Pasqua.

La ricorrenza primaverile coincide con sa festa manna, il momento centrale del calendario dedicato al martire che ha dato il nome alla cittadina e all’isola del Sulcis. Il ciclo delle celebrazioni proseguirà poi nel corso dell’anno con la festa del primo agosto e con il dies natalis del 13 novembre, data che ricorda il martirio.
Tra i momenti più attesi si conferma la processione de is coccois de su Santu, prevista per sabato 18 aprile. Si tratta di un corteo tradizionalmente al femminile, che coinvolge anche le suonatrici di launeddas e il coro impegnato nei canti religiosi della tradizione sarda. Domenica 19 sarà invece scandita da esibizioni corali e momenti di animazione folkloristica distribuiti tra mattina e pomeriggio.
Il culmine della festa è fissato per lunedì 20 aprile, con la processione solenne che attraverserà le vie del paese accompagnando il simulacro del Santo e le reliquie. A sfilare saranno anche le traccas, carri tradizionali decorati, insieme a sessanta tra cavalieri e amazzoni e a gruppi folkloristici provenienti da tutta l’isola, in rappresentanza delle dieci diocesi, dei cammini religiosi e dei luoghi in cui è diffuso il culto di Sant’Antioco. Non mancherà l’arramadura, il lancio dei petali al passaggio del Santo, uno dei gesti più simbolici e partecipati della celebrazione. La giornata si concluderà alle 22 con i fuochi d’artificio sullo sfondo della laguna.
Accanto agli appuntamenti religiosi, il programma propone degustazioni, show cooking, mostre, laboratori e dimostrazioni. Spazio anche alla musica, con il concerto de Le Vibrazioni sabato 18 alle 21.30 in piazza Ferralasco e l’esibizione di Moses Concas domenica 19 alle 20 in piazza De Gasperi. Un’offerta che affianca alla dimensione spirituale quella culturale e di intrattenimento, mantenendo saldo il legame con la tradizione.