Trent’anni di ricerca, incontri e contaminazioni tra musica, fotografia, tradizioni e paesaggio. È il traguardo raggiunto da “Isole che Parlano”, il festival internazionale diretto da Paolo e Nanni Angeli, che torna dal 5 al 13 settembre con un programma distribuito tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto.

Un’edizione che conferma l’impostazione costruita nel corso degli anni, con il rapporto tra arte e territori al centro della manifestazione. Accanto agli appuntamenti musicali trovano spazio la fotografia, i laboratori dedicati ai bambini, le tradizioni locali e i sapori, in un percorso che mette in dialogo espressioni artistiche differenti e luoghi della Sardegna.
Il festival non si esaurirà nelle giornate di settembre previste dal programma principale. Sono infatti in calendario due appuntamenti speciali il 19 e 20 settembre, rispettivamente a Palau e Orgosolo, che amplieranno il percorso di questa trentesima edizione.
Particolarmente articolata è la proposta musicale, che riunisce artisti e formazioni provenienti da esperienze e contesti diversi. Sul palco arriveranno Stranded Horse & Boubacar Cissokho, Ganna Gryniva, Nuhara, il duo composto da Iztok Koren e Raphael Rogi?ski, Ana Lua Caiano e Los Sara Fontan. Tra gli appuntamenti figurano anche Pierpaolo Vacca, Bitoi, Davide Ambrogio Quartet, Freak Motel, Tarta Relena e Džambo Aguševi Orchestra.
Il programma affianca a queste presenze una componente fortemente legata alla tradizione musicale sarda. Sono annunciati infatti Riccardo Pittau, i Sos Cantores de Cuglieri, Gli Amici di Matteo – Campanari di Locusantu, la Canturia di Tagliu e Su Cunnottu de Onne. Non mancheranno inoltre Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo.
È proprio l’incontro tra linguaggi diversi uno degli elementi che caratterizza il percorso di “Isole che Parlano”. Da una parte la ricerca musicale contemporanea e le esperienze internazionali, dall’altra le espressioni della cultura e della tradizione sarda, inserite nei luoghi che ospitano il festival.
A trent’anni dalla prima edizione, la manifestazione continua così a mantenere il territorio come punto di riferimento, utilizzando la musica e le altre forme artistiche come strumenti per costruire relazioni tra comunità, paesaggio e pubblico. Un percorso che anche quest’anno attraverserà diversi centri della Gallura, con una coda speciale che porterà il festival fino a Orgosolo.