Guasila si prepara a celebrare i dieci anni del Festival dell’Altrove, appuntamento ormai riconosciuto come uno dei riferimenti culturali della Trexenta. La decima edizione è in programma il 5 e 6 settembre 2026 e porterà nel centro del territorio un gruppo di giornalisti, scrittori, attori e autori di rilievo nazionale.

Sotto la direzione artistica dello scrittore Matteo Porru, il Festival torna con un programma che intreccia letteratura, giornalismo, spettacolo e memoria. Un percorso che, nel corso degli anni, ha contribuito a rafforzare il ruolo di Guasila come luogo di incontro e produzione culturale, dimostrando come anche un piccolo centro possa ospitare iniziative capaci di richiamare l’attenzione ben oltre i confini locali.
Il filo conduttore resta quello dell’“Altrove”, inteso come spazio di confronto e di scoperta, ma anche come occasione per guardare al territorio attraverso le storie degli altri. Al centro della manifestazione rimane inoltre la figura di Giulio Angioni, scrittore e antropologo guasilese al quale il Festival dedica uno spazio di approfondimento e riscoperta.
La prima giornata, sabato 5 settembre, si aprirà alle 18 con Bruno Luverà e Vincenzo Mollica, che presenteranno, in dialogo con Elena Laudante, “Amo le triglie di scoglio”, pubblicato da Rai Libri. Il libro è un omaggio ad Andrea Camilleri e alla sua capacità di raccontare la Sicilia, l’Italia e le persone attraverso una scrittura capace di unire ironia, memoria e osservazione della realtà.
Alle 19 sarà la volta di Antonio Padellaro, fondatore de Il Fatto Quotidiano, che presenterà “Quando eravamo felici”, edito da Piemme, insieme a Maria Chiara Esposito. Un appuntamento che porterà sul palco del Festival la riflessione sul giornalismo e sulla storia recente del Paese.
Alle 20 Federico Ruffo, volto di Mi manda RAI 3, presenterà invece l’inchiesta “Mare nero”, pubblicata da Rai Libri, affiancato da Paolo Mastino. Il tema dell’inchiesta si inserisce nel percorso del Festival dedicato alle storie del presente e alla necessità di raccontare ciò che spesso rimane ai margini dell’attenzione pubblica.
La serata proseguirà alle 21.30 con l’incontro con Sonia Bergamasco. L’attrice e regista sarà protagonista di una conversazione condotta da Matteo Porru, in un appuntamento dedicato al suo percorso artistico e al rapporto tra cinema, teatro e letteratura.
A seguire tornerà #ilmiogiulio, lo spazio dedicato alla riscoperta dell’opera di Giulio Angioni, con Tommaso Giartosio di Rai Radio 3. Gli intermezzi musicali saranno affidati a Sergio Piras e Rox Camellini.
Domenica 6 settembre il Festival riprenderà alle 17 con Gaja Cenciarelli, autrice de “Il rivoluzionario e la maestra”, pubblicato da Marsilio. Il romanzo, proposto al Premio Strega da Serena Dandini, sarà presentato dall’autrice in dialogo con Sofia Landolfi.
Alle 18 sarà protagonista il giallo con Gabriella Genisi, che presenterà il nuovo romanzo “La specchia del diavolo”, edito da Rizzoli, insieme a Paola Pilia. Un altro appuntamento porterà quindi a Guasila una delle voci più note della narrativa poliziesca italiana.
Alle 19 spazio ad Antonella Lattanzi, scrittrice e sceneggiatrice, che presenterà “Chiara”, pubblicato da Einaudi, in dialogo con Ludovica Mauri.
La chiusura della decima edizione è affidata, alle 21.30, a Valerio Lundini, protagonista di un’intervista condotta da Matteo Porru. L’appuntamento sarà dedicato all’ironia e al linguaggio dell’intrattenimento contemporaneo, a conclusione di due giornate costruite intorno a forme diverse del racconto.
Anche nella seconda giornata non mancherà l’omaggio a Giulio Angioni con Tommaso Giartosio, mentre la parte musicale sarà affidata a Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis.
Il decennale del Festival dell’Altrove si inserisce così in un percorso culturale più ampio che negli anni ha legato Guasila alla memoria e all’opera di Angioni. Un percorso destinato a proseguire il 25 ottobre 2026 con la serata finale della X edizione del Premio Giulio Angioni, nato per custodire e rinnovare l’eredità dello scrittore e antropologo guasilese.
A dieci anni dalla sua nascita, il Festival conferma dunque una vocazione precisa: portare nel cuore della Trexenta autori e protagonisti della cultura nazionale, senza perdere il rapporto con la storia e l’identità del territorio. Una formula che ha trasformato Guasila in un punto di incontro tra persone, libri e storie, facendo della cultura anche uno strumento di promozione e conoscenza del territorio.