Si conclude con un appuntamento di approfondimento scientifico la rassegna di iniziative culturali e didattiche proposta durante le festività natalizie 2025/2026 dal Nuraghe Diana e dalla Villa Romana. Dopo settimane animate da escursioni guidate, attività per famiglie, spettacoli teatrali per bambini e laboratori di archeologia sperimentale, il programma si sposta dal contesto dei siti archeologici a uno spazio urbano, l’Ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena, nel centro della città.

Domenica 11 gennaio, alle 18, l’edificio di via Brigata Sassari 4 ospiterà la conferenza dal titolo A tavola con i nuragici: tracce, materiali e interpretazioni scientifiche. L’incontro è dedicato alla civiltà nuragica e in particolare a uno degli aspetti che più affascinano il pubblico: la ricostruzione della vita quotidiana attraverso l’alimentazione. Interverranno Ornella Fonzo, archeozoologa, Mariano Ucchesu, archeobotanico, e Patrizia Zuncheddu, archeologa, per offrire uno sguardo multidisciplinare su un tema spesso al centro di narrazioni suggestive ma non sempre supportate da dati.
Negli ultimi anni il cosiddetto “cibo nuragico” è diventato oggetto di grande attenzione, alimentando ipotesi su ricette, banchetti e abitudini alimentari degli antichi abitanti della Sardegna. La conferenza intende fare il punto sulle evidenze scientifiche oggi disponibili, distinguendo ciò che è dimostrato da ciò che resta nel campo delle interpretazioni, e restituendo un quadro aggiornato dello stato della ricerca. L’incontro prevede anche un dialogo diretto con il pubblico, che potrà rivolgere domande e curiosità agli studiosi.
L’appuntamento chiude una piccola rassegna invernale che ha puntato a valorizzare il patrimonio archeologico del territorio attraverso modalità partecipate e accessibili, confermando l’interesse crescente per iniziative capaci di unire divulgazione scientifica e coinvolgimento della comunità. In Festa al Nuraghe Diana e alla Villa Romana è un progetto realizzato da DD Events con il contributo e la collaborazione del Comune di Quartu Sant’Elena, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione di Sardegna.