L’aeroporto di Olbia–Costa Smeralda porta da oggi il nome del principe Karim Aga Khan IV. La cerimonia solenne si è svolta nell’Aula consiliare del Comune di Olbia e ha segnato un passaggio simbolico ma concreto nella storia recente della città e della Gallura. L’intitolazione arriva a pochi mesi dalla scomparsa del principe ismaelita, morto a Lisbona il 4 febbraio 2025 all’età di 88 anni, ed è stata resa possibile dal via libera del Consiglio di amministrazione dell’Enac, che ha accolto la richiesta avanzata dal Comune all’indomani della sua morte.

Nel terminal principale dello scalo, una targa ricorda ora ufficialmente un nome che da decenni è intrecciato al destino del nord-est della Sardegna. Non un gesto celebrativo, ma il riconoscimento istituzionale di una visione che ha inciso profondamente sullo sviluppo del territorio. A sottolinearlo è stata la presidente della Regione, Alessandra Todde, secondo cui l’intitolazione dell’aeroporto rappresenta il riconoscimento pubblico di un progetto capace di cambiare il destino della Gallura e, in larga parte, dell’intera Isola.
Alla cerimonia ha preso parte anche il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, che ha richiamato il legame diretto tra l’esperienza personale di chi è nato in Gallura e le trasformazioni avvenute nel corso dei decenni. Meloni ha ricordato come il principe Aga Khan abbia immaginato una Sardegna capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria identità, traducendo quella visione in investimenti, collegamenti, lavoro e sviluppo, in un’epoca in cui una prospettiva internazionale non era affatto scontata. Intitolare oggi l’aeroporto al suo nome, ha osservato, significa riconoscere che lo sviluppo nasce da scelte lungimiranti e dalla capacità di guardare avanti, lasciando un messaggio che parla soprattutto alle generazioni future.
Imprenditore carismatico e figura centrale del mondo ismailita, Karim Aga Khan, nato Shah Karim al Hussaini, è stato il 49° imam ereditario dei musulmani ismailiti, una comunità di circa 15 milioni di fedeli sciiti. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla Costa Smeralda, che scoprì all’inizio degli anni Sessanta. Fu allora che intuì come un territorio di straordinaria bellezza avesse bisogno di infrastrutture per diventare una destinazione turistica moderna. Da quella visione nacquero progetti destinati a segnare il futuro dell’area, a partire dalla fondazione, nel 1963, di Alisarda, la compagnia aerea creata per collegare la Sardegna, e in particolare la Gallura, con il resto del mondo.
Anche l’aeroporto di Olbia, oggi scalo internazionale, è il frutto diretto di quella intuizione imprenditoriale. Un sistema integrato fatto di aeroporto, porto e infrastrutture strategiche, come ha ricordato la presidente Todde, capace di produrre sviluppo e occupazione qualificata senza un ricorso massiccio alle risorse pubbliche. Proprio per questo, ha sottolineato, l’intitolazione dello scalo non è un atto puramente simbolico, ma una vera assunzione di responsabilità verso il futuro.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, la figlia del principe Aga Khan, Zahra, l’amministratore delegato di Geasar e Sogeaal Silvio Pippobello, il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Dopo il momento istituzionale in Comune, il cerimoniale si è spostato al terminal principale dell’aeroporto, dove è stata scoperta l’insegna con il nuovo nome ufficiale dello scalo: “Aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV”.
Un’intitolazione che, come ha concluso la presidente Todde, parla non solo a Olbia e alla Gallura, ma all’intera Sardegna, ricordando che il futuro non nasce per caso, ma da scelte precise, da persone capaci di vedere lontano e da istituzioni in grado di riconoscerne il valore.