Seulo in festa per S’Orrosa ‘e Padenti: tradizioni, sapori e memoria nel cuore della Sardegna

Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 Seulo torna ad animarsi con S’Orrosa ‘e Padenti, il festival dedicato alla rosa peonia, all’enogastronomia e all’ospitalità, appuntamento ormai simbolo della primavera nel cuore della Sardegna. Due giornate pensate per riscoprire il territorio e le tradizioni di questo borgo del centro dell’isola, che dà il nome a una delle Barbagie, e che per l’occasione si apre ai visitatori con un programma ricco e variegato.

Le strade e le piazze del paese diventano un laboratorio a cielo aperto dove si intrecciano saperi antichi e convivialità. I visitatori potranno assistere e partecipare a laboratori dedicati alla realizzazione dei tappeti, alla lavorazione del formaggio, alla preparazione di dolci e pani tipici e della pasta fresca, riscoprendo gesti tramandati di generazione in generazione. Non mancheranno le degustazioni, occasione per assaporare prodotti locali e piatti della tradizione, né le escursioni ai siti archeologici, che raccontano la storia millenaria del territorio.

Accanto alle attività esperienziali, il programma propone convegni, concerti e rievocazioni delle attività quotidiane del passato, restituendo uno spaccato autentico della vita di un tempo. I giochi della tradizione e le esposizioni completano un calendario pensato per coinvolgere ogni fascia d’età, in un dialogo continuo tra passato e presente.

Momento centrale della manifestazione resta Sa Coia Antiga Seulesa, l’antico matrimonio seulese, rievocazione identitaria che rappresenta uno dei momenti più attesi e suggestivi. Al corteo partecipano le coppie provenienti da Seulo, Ussassai, Nuragus, Tiana, Oliena, Tonara, Orgosolo, Sadali, Gadoni, Desulo, Seui, Meana, Capoterra, Musei, Gergei e Sestu, in un incontro corale di comunità e tradizioni. Ad accompagnare la sfilata, le sonorità delle launeddas e dell’organetto, insieme a un coro maschile, creano un’atmosfera intensa e coinvolgente che riporta indietro nel tempo.

S’Orrosa ‘e Padenti si conferma così non solo come un evento, ma come un racconto collettivo che celebra identità, memoria e accoglienza, offrendo uno sguardo autentico sulla cultura della Sardegna più profonda.

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