Cagliari si prepara a rinnovare uno dei suoi riti più identitari, consapevole che anche quest’anno la Festa di Sant’Efisio dovrà confrontarsi con imprevisti e decisioni dell’ultima ora. “Per la 370esima volta, Cagliari scioglierà il suo voto”, ricorda Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone, richiamando il senso più profondo di una celebrazione che affonda le sue radici nella storia e nella devozione popolare.

L’edizione 2026 si apre con alcune incognite. Non ci saranno i buoi a trainare il cocchio, né il passaggio delle traccas durante la processione. La scelta definitiva sul trasporto del simulacro, lungo il percorso che dalla chiesa di Stampace conduce a viale La Plaia, è attesa dopo la riunione dei confratelli. Tra le ipotesi resta quella del trasporto a spalla, una soluzione che, più di altre, sottolineerebbe il valore della fede rispetto agli ostacoli. Loi lo ricorda senza retorica: il voto fu sciolto durante i bombardamenti del 1943 e durante la pandemia, e lo sarà anche questa volta.
L’annuncio ufficiale è arrivato nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa, in programma dal 1° al 4 maggio. Il sindaco Massimo Zedda ha insistito sull’elemento che resta immutato: “il profondissimo valore religioso” della manifestazione. Accanto a questo, ha evidenziato il lavoro organizzativo portato avanti per mesi e la necessità, emersa nelle ultime ore, di rivedere uno dei momenti centrali della processione dopo le interlocuzioni istituzionali sull’utilizzo degli animali.
Nonostante le modifiche, la festa manterrà la sua dimensione collettiva e rappresentativa. I colori degli abiti tradizionali, le musiche e le sonorità provenienti da tutta la Sardegna continueranno a caratterizzare il corteo. Si valuta inoltre la possibilità di esporre le traccas lungo il percorso cittadino, offrendo al pubblico un’occasione diversa per osservare da vicino dettagli spesso difficili da cogliere durante il passaggio.
L’assessora alla Cultura e al Turismo, Maria Francesca Chiappe, invita a leggere l’edizione di quest’anno nella continuità: “Quella di Sant’Efisio è sempre stata una festa e lo sarà anche quest’anno”. I numeri confermano l’ampia partecipazione: oltre 1500 biglietti per le tribune già esauriti e quasi 4.000 figuranti attesi lungo il percorso, tra devoti, cavalieri, musicisti e rappresentanti delle confraternite.
Accanto alla dimensione religiosa, il calendario propone una serie di appuntamenti culturali. Il 30 aprile, in piazza del Carmine, il concerto serale sarà dedicato a Andrea Parodi a vent’anni dalla scomparsa. Il primo maggio la stessa piazza ospiterà una serata dedicata alle danze tradizionali, con 24 gruppi folkloristici e la partecipazione, tra gli altri, del maestro di launeddas Luigi Lai e di diverse formazioni di canto a tenore.
Le giornate successive saranno dedicate al canto popolare e alla coralità sarda, con eventi nel cortile di Palazzo Bacaredda fino al rientro del Santo da Nora, previsto il 4 maggio.
Per facilitare la partecipazione, Trenitalia ha predisposto dieci treni straordinari sulla linea Cagliari-San Gavino-Oristano, aumentando di circa 3.000 posti la disponibilità rispetto al servizio ordinario.
In una fase segnata da adattamenti e scelte obbligate, la Festa di Sant’Efisio conferma così la sua capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con la tradizione, mantenendo al centro il gesto antico dello scioglimento del voto.