Ictus, la Sardegna approva la nuova rete Stroke: più integrazione tra emergenza, ospedali e riabilitazione

La Sardegna si dota di un nuovo modello organizzativo per la gestione dell’ictus cerebrale. La Giunta regionale ha approvato il Piano di rete tempo-dipendente per lo Stroke, il documento che ridefinisce l’intero percorso assistenziale dedicato alle patologie cerebrovascolari, dalla fase dell’emergenza fino alla riabilitazione e al reinserimento del paziente nella vita quotidiana.

L’obiettivo della riforma è garantire una presa in carico omogenea su tutto il territorio regionale, assicurando tempestività negli interventi e maggiore integrazione tra i diversi livelli dell’assistenza sanitaria. Un passaggio considerato particolarmente importante in una regione che, fino a oggi, non disponeva di una rete strutturata e coordinata per la gestione dell’ictus.

“Con l’approvazione della rete Stroke colmiamo un ritardo storico e garantiamo a tutti i cittadini sardi le stesse opportunità di cura, indipendentemente dal luogo in cui vivono”, ha dichiarato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. La governatrice ha sottolineato come il nuovo piano rappresenti il punto di arrivo di un percorso volto a valorizzare competenze e professionalità già presenti nel sistema sanitario regionale, trasformandole in un modello stabile e uniforme.

I numeri confermano la rilevanza del fenomeno. In Sardegna si registrano ogni anno circa 1.900 ricoveri per ictus ischemico e oltre mille casi di ictus emorragico. In queste situazioni la rapidità dell’intervento è determinante per ridurre la mortalità e limitare le conseguenze permanenti della malattia. Per questo il Piano punta a rafforzare il collegamento tra il sistema dell’emergenza territoriale, gli ospedali, le Stroke Unit e i servizi di riabilitazione.

La rete sarà organizzata secondo il modello Hub & Spoke, con centri altamente specializzati destinati alla gestione dei casi più complessi e strutture territoriali incaricate della presa in carico tempestiva dei pazienti. Un’impostazione che tiene conto delle caratteristiche geografiche e demografiche dell’Isola, dove l’insularità, la bassa densità abitativa e la presenza di vaste aree interne rendono più difficile l’accesso ai servizi sanitari.

Proprio per ridurre le disuguaglianze territoriali emerse negli ultimi anni, il Piano attribuisce un ruolo centrale alla telemedicina e al teleconsulto specialistico. L’utilizzo delle tecnologie digitali consentirà di accelerare le diagnosi, favorire il confronto immediato tra professionisti e migliorare il coordinamento tra le diverse strutture coinvolte nella gestione dell’emergenza, contribuendo a rendere più uniforme la qualità delle cure su tutto il territorio regionale.

Un capitolo importante riguarda la fase successiva all’evento acuto. Il Piano prevede infatti un rafforzamento della rete riabilitativa attraverso l’attivazione e la riattivazione di complessivi 54 posti letto. Venti posti di riabilitazione intensiva saranno attivati presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, mentre la neuroriabilitazione della Asl di Oristano passerà da 10 a 14 posti letto. È prevista inoltre la riattivazione di 12 posti letto già assegnati all’Arnas Brotzu e di ulteriori 18 posti di riabilitazione intensiva che troveranno sede nell’Ospedale Marino di Cagliari.

La riorganizzazione punta a garantire percorsi riabilitativi precoci, personalizzati e integrati, nella consapevolezza che la continuità assistenziale rappresenta un elemento essenziale per favorire il recupero funzionale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite da ictus.

Il Piano introduce anche un sistema permanente di monitoraggio e valutazione basato su specifici indicatori di processo ed esito, con l’obiettivo di verificare l’efficacia della rete e il rispetto degli standard nazionali ed europei. A supporto dell’attuazione del nuovo modello sarà istituito il Coordinamento regionale della rete Stroke, organismo incaricato di definire i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, accompagnare le aziende sanitarie nell’applicazione delle nuove disposizioni e verificarne nel tempo l’effettiva operatività.

Con l’approvazione del Piano, la Regione punta dunque a costruire un sistema più omogeneo e capace di rispondere alle esigenze di un territorio complesso, rafforzando la capacità di intervento nelle emergenze cerebrovascolari e migliorando l’assistenza ai pazienti in tutte le fasi del percorso di cura.

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