Sassari, l’artigianato torna protagonista nel centro storico: al via i laboratori aperti alla cittadinanza

Recuperare i mestieri della tradizione, trasmettere competenze che rischiano di scomparire e restituire alle botteghe storiche un ruolo nella vita quotidiana del quartiere. È da queste premesse che nasce il patto di collaborazione sottoscritto dal Comune di Sassari con una rete di artigiani locali, con l’obiettivo di contribuire alla rigenerazione del centro storico attraverso attività aperte alla cittadinanza.

L’accordo coinvolge l’associazione culturale Tramandando, l’impresa artigiana Costanzo Salis e l’Ebanisteria Meccanica di Diego Moretti. Tre realtà diverse, accomunate dalla volontà di mettere a disposizione le proprie conoscenze e i propri spazi per creare occasioni di incontro tra persone di età ed esperienze differenti. Il progetto punta così a riportare il lavoro manuale al centro della vita del quartiere, non soltanto come espressione di una tradizione da conservare, ma anche come occasione per costruire nuove relazioni.

L’intesa si inserisce nel percorso di rigenerazione urbana avviato attraverso le iniziative del Pinqua, il programma dedicato alla qualità dell’abitare, e prosegue l’impegno del settore comunale delle Politiche della casa nel favorire la ripresa sociale ed economica della città antica. L’obiettivo è ricreare una dimensione comunitaria che per lungo tempo ha caratterizzato Sassari Vecchia, incoraggiando il ritorno di residenti, artigiani e attività di prossimità.

Il patto è stato firmato nella sala giunta di Palazzo Ducale dal sindaco Giuseppe Mascia e dai rappresentanti delle tre realtà coinvolte: Rita Marras per Tramandando, Costanzo Salis per l’omonima impresa artigiana del settore edile e Diego Moretti per l’Ebanisteria Meccanica. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito l’assessora alle Politiche della casa, Patrizia Mercuri, e le funzionarie comunali Maria Giovanna Campus e Alessandra Puggioni.

L’amministrazione si impegna a individuare eventuali spazi adeguati alle attività, a sostenere l’avvio delle iniziative anche attraverso un contributo economico e a favorire il coinvolgimento di altri soggetti interessati a condividere le finalità dell’accordo. Gli artigiani, dal canto loro, organizzeranno laboratori accessibili alla popolazione, con l’intento di rendere il patrimonio di conoscenze locali un’esperienza concreta e condivisa.

«Il patto andrà avanti in via sperimentale sino al prossimo 31 dicembre e si focalizzerà sulla valorizzazione dell’artigianato locale come strumento di rigenerazione umana e di rianimazione sociale del centro storico», spiega l’assessora Mercuri. La prospettiva, aggiunge, è ampliare la rete dei laboratori e favorire l’insediamento delle attività artigiane nei luoghi che storicamente le hanno ospitate.

Il primo appuntamento è partito il 15 ottobre negli spazi del Tramandando Lab, in via Brigata Sassari 48, con un laboratorio di tessitura tradizionale e contemporanea. I partecipanti affrontano le diverse fasi della lavorazione, dall’analisi dei filati al montaggio dell’ordito, dalla gestione delle tensioni alle tecniche di base e a rilievo, fino alla realizzazione di un piccolo arazzo o pannello decorativo.

Il percorso proseguirà nel laboratorio dell’impresa Costanzo Salis, in via San Sisto 26, dove saranno proposte attività dedicate all’edilizia con materiali naturali e alle tecniche di lavorazione manuale. Il programma prevede l’utilizzo di materiali come argilla, tessuti, legno e colore, insieme alla conoscenza delle attrezzature meccaniche e delle tecniche di composizione e applicazione.

Tramandando curerà anche il laboratorio dedicato all’intreccio delle fibre vegetali, un’attività che partirà dal riconoscimento e dalla stagionatura delle essenze locali, tra cui il fieno marino e la palma nana. I partecipanti potranno seguire le diverse fasi della lavorazione, dalla preparazione della base fino alla realizzazione di un cesto della tradizione sarda.

Il quarto modulo sarà dedicato alla falegnameria tradizionale e si svolgerà nella sede dell’Ebanisteria Meccanica di Diego Moretti, in via dell’Insinuazione. Il laboratorio offrirà un primo approccio al legno e alle principali operazioni di lavorazione, con prove guidate di taglio, inchiodatura e verniciatura, accompagnate da indicazioni sulle procedure di sicurezza.

A conclusione delle attività è prevista una restituzione pubblica dei risultati, attraverso una mostra collettiva aperta alla cittadinanza. Saranno esposti i manufatti realizzati durante i laboratori, accompagnati da contributi video e fotografici, e saranno consegnati gli attestati ai partecipanti.

Il valore dell’iniziativa, nelle intenzioni dei promotori, va oltre l’apprendimento delle singole tecniche. Lavorare insieme significa creare occasioni di socializzazione, ridurre l’isolamento e favorire la partecipazione alla vita del quartiere. «Attraverso il fare insieme e la condivisione del lavoro manuale, l’iniziativa punta ad abbattere l’isolamento e rafforzare la coesione all’interno del quartiere», sottolinea Alessandra Puggioni. Per Maria Giovanna Campus, il sapere artigiano può diventare uno strumento per costruire relazioni e restituire alle botteghe la funzione di luoghi di vita comunitaria.

Il Comune auspica che l’esperienza possa coinvolgere progressivamente altre realtà cittadine, ampliando la rete e creando nuove opportunità per il centro storico. «Abbiamo posto la rigenerazione urbana e la sicurezza del centro storico al centro delle priorità della nostra amministrazione», afferma il sindaco Giuseppe Mascia, ricordando gli interventi per il recupero immobiliare, il contrasto al degrado e il sostegno alla ripresa delle attività.

La sfida, secondo il primo cittadino, è riportare le persone nella città antica, che si tratti di residenti, commercianti, artigiani o semplici frequentatori. Un percorso che richiede il contributo delle diverse componenti della comunità e che, attraverso iniziative concrete come i laboratori, prova a restituire alle botteghe un posto nella quotidianità di Sassari Vecchia.

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