Era il 28 febbraio 1796 quando Giovanni Maria Angioy, nominato Alter Nos dal viceré di Sardegna, fece il suo ingresso a Sassari. Un arrivo accolto come un evento simbolico, al termine di un viaggio attraverso un’isola segnata da carestie, tensioni sociali e violenze. A distanza di 230 anni, quella pagina di storia sarà al centro delle celebrazioni promosse dalla Regione Sardegna per il 2026.

La Giunta regionale ha approvato uno stanziamento complessivo di 110 mila euro, su proposta dell’assessora della Cultura Ilaria Portas, destinato a ricordare non solo la figura di Angioy, ma anche altri protagonisti della storia e della cultura isolana. Tra questi, il politico e intellettuale Giorgio Asproni, nel 150° anniversario della morte, e la scienziata naturalista Eva Mameli Calvino, di cui ricorrono i 140 anni dalla nascita. Spazio anche al centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, assegnato a Stoccolma nel 1926.
Secondo quanto dichiarato dall’assessora Portas, l’attenzione riservata alle celebrazioni dedicate a Deledda non ha impedito di includere altre figure di rilievo. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di trasmettere alle nuove generazioni il senso della storia dell’isola e il contributo di personalità che ne hanno segnato il percorso culturale e politico.
Le risorse saranno distribuite tra diversi territori. Al Comune di Cagliari andranno 15 mila euro per iniziative dedicate a Eva Mameli Calvino, con attività che approfondiranno il suo percorso accademico e il ruolo nella direzione dell’Orto botanico. Una cifra analoga sarà destinata al Comune di Bitti per eventi legati alla figura di Giorgio Asproni, mentre 20 mila euro saranno assegnati al Comune di Bono per iniziative incentrate su Giovanni Maria Angioy e sul suo ruolo storico e sociale.
La quota più consistente, pari a 60 mila euro, finanzierà invece un programma a regia regionale dedicato al centenario del Nobel a Grazia Deledda. Sono previsti eventi, manifestazioni e attività nelle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere il territorio e valorizzare la figura della scrittrice nuorese.
Un calendario che, nelle intenzioni della Regione, punta a tenere insieme memoria storica e divulgazione, riportando al centro figure che hanno contribuito a definire l’identità culturale della Sardegna.